Austis

Roccia "Sa Crabarissa"

Una colonna in granito alta circa 50 metri appare al visitatore quasi all’improvviso all’interno di una piccola valle, isolata e svettante sul sottobosco di eriche e corbezzoli. Alle spalle ha un panorama ampio e profondo che abbraccia il lago Omodeo e il fiume Tirso, la piana di Ottana, le montagne del Marghine a nord. L’eccezionalità del monumento e l’eleganza sinuosa della sagoma sono tali da aver generato una romantica leggenda.
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Austis

Roccia "Su Nou Orruendèche"

Significa “la roccia che precipita” ed è proprio l’impressione che si ha guardando questo monolite quasi staccato dalla montagna e apparentemente in bilico su un’altra roccia, tanto da apparire prossimo a precipitare nella vallata sottostante.
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Teti

Chiesa campestre San Sebastiano

La chiesa sorge in un grande spiazzo ombreggiato da lecci e roverelle che si anima di canti, balli e giochi, accanto alle celebrazioni liturgiche, a partire dall’ultimo sabato di agosto nei 9 giorni della festa del Santo.

Di origine molto antica, per struttura e decorazione l’edificio è riconducibile a una matrice gotico-aragonese con alcune caratteristiche di ascendenza classica e manieristica.
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Teti

Villaggio nuragico S'Urbale

Il territorio di Teti è ricco di testimonianze archeologiche: ai nuraghi Istei-Funtana Bona, Alineddu e Turria, alle tombe dei giganti di S’Urbale e Atzedalai, al santuario di Abini si aggiunge il villaggio nuragico S’Urbale, risalente al periodo che va dal Bronzo Medio alla prima età del Ferro (1500-900 a.C.).

Posto a 840 metri sul livello del mare, sopra un colle affacciato sul lago artificiale Cucchinadorza, è privo di nuraghe, ma questo non ne diminuisce assolutamente il fascino. È infatti costituito da un numero elevato di capanne, circa 50, a pianta circolare, con muri in blocchi di granito privi di malta e pavimentazione in pietra, che presentano un focolare quadrangolare in terra battuta al centro dell’ambiente e un ripostiglio per utensili e provviste delimitato da lastre di pietra infisse nel terreno.
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Tiana

Mulino – Cracchera

La gualchiera, chiamata in sardo cracchera, era una struttura artigianale per la lavorazione della lana da cui, attraverso il processo di follatura e il conseguente infeltrimento, veniva prodotto l’orbace, il tessuto con il quale venivano confezionati i vestiti in uso in Sardegna fino alla fine degli anni ’40 del Novecento e che ancora oggi contraddistingue diversi elementi dei costumi tradizionali.

Il meccanismo con cui veniva lavorata la lana era costituito di grossi magli di legno che, grazie alla forza dell’acqua, battevano a lungo il tessuto bagnato al fine di raffinarlo e renderlo compatto.
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Tiana

"Corzos" nel centro storico

L’abitato di Tiana è stato edificato in un anfiteatro naturale riparato da più lati da monti che lo proteggono dai venti forti. Il nucleo originario, che ha la forma di un triangolo irregolare, conserva un impianto fatto di vie strette su cui si affacciano abitazioni a uno o due piani. Sono strutture edificate in pietra e legate ad argilla che spesso hanno una scala esterna in granito per l’accesso al piano superiore.
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Ovodda

Chiesa di San Giorgio Martire

I Quinque libri ovoddesi, nei quali dalla seconda metà del 1500 venivano registrati battesimi, cresime, matrimoni, cura delle anime e morti, registrano al 3 ottobre 1666 la prima testimonianza dell’esistenza della chiesa parrocchiale di San Giorgio.

L’edificio sorge in quello che è attualmente il centro del paese e ha sostituito la precedente chiesa intitolata a santa Maria, la cui ultima attestazione come parrocchiale risale al 1652. Il tempio e il suo sagrato vennero utilizzati come luogo di sepoltura fino al 1926 e negli anni ’50 del ‘900 quel che rimaneva dell’antico tempio venne rimosso per far posto ad una piazza.
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Ovodda

Su Pitzudu

Su pitzudu è tipico di Ovodda, realizzato secondo l’antica ricetta che lo vedeva come piatto unico, ricco e nutriente, legato alla vita pastorale e al rientro degli uomini dalla transumanza. A differenza della sebada, per cui si è affermata la variante dolce, il pitzudu ovoddese rimane ancorato alle origini e resta ancora oggi una preparazione salata: può essere consumato come primo piatto, bollito e condito con sugo di pomodoro, o per secondo, fritto come nella tradizione più stretta e accompagnato con insalata.
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Austis

Murales

Pochi lo sanno, ma Austis è uno dei primi paesi della Sardegna ad aver affidato ai murales il racconto della propria identità. Le vie del centro abitato sono arricchite da splendide opere di Danilo Carta, Ferdinando Medda, Angelo Lai e altri artisti provenienti da tutta l’Isola.

I murales raccontano la storia di Austis e ne hanno accompagnato negli anni la vita sociale, con un particolare impulso a partire dagli anni ’80 del Novecento.

Uno dei murales più amati del territorio è quello della piazza dedicata allo scultore Elio Antonio Sanna affacciata sulla via principale del paese, Corso Vittorio Emanuele. Realizzato nel 1981 dall’artista di Serramanna Ferdinando Medda, racconta la storia di Austis e il fenomeno dell’emigrazione. Al centro del murale, Sa Crabarissa fa da spartiacque tra la Sardegna, la terra che gli austesi lasciavano alla cura delle donne, e le fabbriche delle città industriali e d’Europa in cui gli uomini andavano a cercare ricchezza.
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Teti

Chiesa Santa Maria Della Neve

La chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve si trova al centro dell’abitato storico di Teti ed è il fulcro della festa patronale celebrata ogni 5 agosto. Tale è la devozione da parte degli abitanti di Teti che un piccolo simulacro della Madonna si trova anche in cima a punta Sa Marghine, la montagna più alta dell’intero territorio comunale, a 952 metri di altitudine.
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Tiana

Chiesa Sant'Elena Imperatrice

La chiesa parrocchiale sorge nel centro del paese in posizione sopraelevata rispetto alla via principale, in una zona dove anticamente si trovavano il vecchio cimitero smantellato nel 1928 e una chiesetta, probabilmente sempre dedicata a sant’Elena, distanti e distaccati dal centro abitato quasi a formare una frazione (trighinzos de susu).

La festa della patrona si tiene il 30 agosto come da tradizione, al termine del periodo che vedeva i contadini impegnati in campagna nella mietitura del grano.
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Tiana

Chiesa San Leone Magno

La chiesa campestre sorge in località San Leo dove anticamente si trovava l’omonimo villaggio di cui il Santo era patrono. L’edificio originario, in rovina, è stato sostituito nel primo decennio degli anni 2000 con una struttura moderna progettata dall’arch. Graziano Chironi, che conferma la forte devozione della comunità al Santo rimanendo al centro delle celebrazioni della seconda settimana di settembre.
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Ovodda

Nuraghe Osseli

Dislocato in una posizione chiaramente dominante dal punto di vista del controllo del territorio circostante, all’interno di un’area con diverse emergenze archeologiche e sopra un banco roccioso granitico piuttosto uniforme, il nuraghe è del tipo semplice, monotorre.

La torre ha una pianta leggermente ellittica, con un’altezza residua dal suolo di circa 6 m nel punto più elevato, e un paramento murario costituito da conci in granito di medie dimensioni disposti in opera poligonale. Un crollo di discrete proporzioni occupa e rende indistinguibili le porzioni settentrionale e orientale del monumento.
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